RESPONSABILITÀ SOLIDALE DELLA SOCIETÀ DI INTERMEDIAZIONE MOBILIARE (PARTE 3)

RESPONSABILITÀ SOLIDALE DELLA SOCIETÀ DI INTERMEDIAZIONE MOBILIARE (PARTE 3)

novembre 17, 2015 - 10:43 am
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La terza parte dell’articolo sulla responsabilità solidale della società di intermediazione mobiliare riprende dal requisito dell’esercizio delle incombenze, pure richiesto dall’art. 2049 c.c. ai fini dell’attribuzione di responsabilità al preponente per il fatto illecito del preposto, si ritiene opportuno ricordare alcune massime estratte dalla giurisprudenza della Suprema Corte:

– per l’affermazione della responsabilità indiretta del committente per il danno arrecato dal fatto illecito del commesso ai sensi dell’art. 2049 cod. civ. è sufficiente che sussista un nesso di occasionalità necessaria tra l’illecito stesso ed il rapporto che lega i due soggetti, nel senso che le mansioni o le incombenze affidate al secondo abbiano reso possibile o comunque agevolato il comportamento produttivo del danno, mentre rimane irrilevante che tale comportamento si ponga in modo autonomo nell’ambito dell’incarico ovvero abbia addirittura ecceduto i limiti di esso (Cass. 26.6.1998 n. 6341; Trib. Prato 23.2.2011 n. 211 in Guida al Diritto 24/2011);

– il dolo del commesso nel compiere il fatto dannoso non esclude il rapporto di occasionalità necessaria con le mansioni affidategli, da intendersi nel senso che l’illecito è stato reso possibile o comunque agevolato dal rapporto di lavoro con il committente, che pertanto ne risponde ai sensi dell’art. 2049 cod. civ. (Cass. 14.11.1996 n. 1984).

Così come, ove anche si giungesse ad escludere una responsabilità ex art. 2049 c.c., riemergerebbe comunque quella generale prevista ex art. 2043 c.c., ravvisabile nel negligente comportamento della Banca come omissione di controlli sull’operato del promotore per esempio all’interno delle proprie filiali e/o sull’utilizzo e circolazione di documenti, modulistica e timbri con il proprio logo, sino alla creazione sinanche di punti di accesso internet per servizi di rendicontazione dei portafogli.

Responsabilità omissiva, che trova spesso specifica rilevanza sia in considerazione di un elevato numero di soggetti coinvolti e quindi nella dimensione dell’attività frodatoria, sia in considerazione degli specifici (accennati) doveri di vigilanza a carico degli Istituti di credito.

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