Nella truffa “Puerto Azul” un anziano perde € 700.000. Quest’ultimo ed altri clienti sono difesi dall’Avv. Galluppi

Nella truffa “Puerto Azul” un anziano perde € 700.000. Quest’ultimo ed altri clienti sono difesi dall’Avv. Galluppi

gennaio 31, 2017 - 12:01 pm
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PESCARA. Era certo di aver fatto un investimento conveniente, perché l’affare gli era stato suggerito dal promotore finanziario che lo seguiva da anni, sempre con buoni risultati. Poi, però, l’anziano investitore pescarese, un imprenditore in pensione di 81 anni, è stato contattato dalla Guardia di finanza che gli ha aperto gli occhi. Le Fiamme gialle lo hanno avvisato che i suoi 700mila euro sono stati destinati ad un fantomatico progetto immobiliare, denominato “Puerto Azul”, finalizzato alla realizzazione di un resort extralusso nell’atollo “Blue Hole”, al largo delle coste del Belize, nell’America centrale. Su quel progetto sono stati investiti circa venti milioni di euro da parte di 200 risparmiatori ma per la Guardia di finanza di Varese il denaro finiva nelle mani di un’organizzazione criminale internazionale.
L’81 enne non ha più riavuto i suoi 700mila euro investiti.  I risparmi di una vita sono spariti nonostante ci sia stato un tentativo di mediazione con la banca, promosso dall’avvocato Eugenio Galluppi, andato a vuoto. Ora bisogna attendere l’esito della causa incardinata dinanzi al Tribunale di Pescara sempre da Galluppi che punta ad ottenere anche «gli interessi, la rivalutazione monetaria e i danni psicofisici patiti dal suo cliente» la cui depressione attuale è legata proprio a questa assurda vicenda.

È il legale a ricostruire i fatti, in attesa della prima udienza, a febbraio. Ma l’anziano non è l’unica “vittima” visto che Galluppi segue un gruppo di persone che hanno vissuto lo stesso dramma.
«A dicembre 2015 il promotore ha convocato il mio cliente e gli ha suggerito di sottoscrivere nuovi contratti finanziari, più convenienti dei precedenti. Lui si è fidato, lo ha fatto, ma non sapeva dell’investimento immobiliare» in cui hanno creduto in molti e che si è rivelato un bluff visto che il resort doveva nascere in una zona dove l’edificazione è impossibile e su due isole che non sono della Puerto Azul International Holding Corp, con sede alle Bahamas, nonostante i contratti per la raccolta fondi dicano il contrario.
Le somme investite dai risparmiatori pescaresi sono consistenti (un altro cliente di Galluppi ha perso 250 mila euro) ma non bisogna perdere «la speranza di ritornare nella disponibilità di questo denaro perché è possibile chiamare in giudizio le banche per conto di cui operavano i due promotori. Gli istituti di credito», spiega sempre Galluppi, possono essere chiamate a «rispondere delle malefatte dei promotori anche per non aver adeguatamente esercitato un potere di direzione e controllo nei loro confronti».

Ci sono altri fattori fondamentali, per il legale: «I contratti», sottolinea, «sono stati sottoscritti all’interno delle filiali stesse e gli investitori sono tutte persone che non hanno alcuna esperienza nella materia finanziaria e si sono affidate ai promotori». Galluppi annuncia anche una serie di denunce dei risparmiatori, che hanno scoperto solo ora di essere finiti nella trappola di “Puerto Azul” e si sentono raggirati.

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